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Bambini e Chiropratica

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Negli ultimi vent’anni, in nessuna parte del mondo, c’è stato un solo serio caso di problemi causati da un trattamento chiropratico su un bambino. NEMMENO UNO.

Prima della nascita

Il primo scompenso che la colonna del bambino può subire inizia durante la gravidanza.

I segmenti della colonna vengono spinti e schiacciati in direzioni innaturali e, più il bambino cresce, più queste compressioni si accentuano. Queste posizioni prolungano il parto e lo rendono più complesso. Se non corretti, gli scompensi strutturali possono compromettere azioni come il tenere la testa in una posizione eretta centrata, stare seduti eretti da soli, gattonare, camminare, stare in equilibrio e avere coordinazione negli sport.

Dopo la nascita

Un antico proverbio cinese dice: “Non esisterebbero problemi gravi di salute se facessimo più attenzione ai problemi meno gravi”. Se si desse al chiropratico l’opportunità di diagnosticare e trattare i problemi precocemente, si potrebbe prevenire lo sviluppo di complicanze molto più gravi che si potrebbero manifestare con il passare degli anni.

Già dal momento in cui il bambino nasce, la colonna può subire dei piccoli danni e quindi bisognerebbe prendersi cura di essa fin da tale momento. Gli stress meccanici imposti da manipolazioni ostetriche e l’applicazione di procedure standard ortodosse possono rappresentare un trauma.

I ricercatori hanno notato che una colonna non sana è causa di tanti danni ai motori centrali (insonnia, scoordinazione, crisi epilettiche), di un sistema neurovegetativo indebolito (vomito, problemi digestivi e intestinali) e della diminuzione delle difese immunitarie, specialmente nelle orecchie, naso e gola.

Poiché a parole non possono spiegarci quello che sentono, i bambini spesso si esprimono con pianti inspiegabili, mancanza d’appetito, si strofinano la testa e le orecchie o hanno reazioni allergiche, hanno la tendenza ad avere la testa da un lato, o di avere una preferenza nell’essere allattati solo da un seno.

E tutto ciò può essere il risultato di uno scompenso a livello neurologico dovuto a sublussazioni vertebrali o del cranio.

Uno studio eseguito dal Chiropratico statunitense Vallone su 20 bambini, ha rilevato che il 75% dei neonati che facevano applicazioni chiropratiche, hanno mostrato miglioramenti nell’allattamento.

Gutman G, in uno studio recente, rivela che su un campione di 1.250 bambini esaminati 5 giorni dopo il parto, 211 soffrono di vomito, iperattività e insonnia. Anormalità spinali sono state trovate nel 95% di questi neonati. Con degli aggiustamenti spinali è stato riscontrato nei neonati diminuzione del pianto, rilassamento muscolare e sonnolenza.

Uno studio scientifico chiropratico (Fallon J) effettuato su 332 bambini affetti da otite media ha mostrato che c’è una forte correlazione tra l’aggiustamento chiropratico e la risoluzione dell’otite media.

Non aggiustiamo la colonna vertebrale dei bambini allo stesso modo di come facciamo con quella di un adulto perché la colonna vertebrale di un bambino appena nato non è del tutto matura. Le ossa della loro colonna sono più morbide e quindi i trattamenti sono molto leggeri e poco invasivi.

Ricordiamoci che non stiamo attaccando i virus o i batteri ma ottimizzando le funzioni del bambino facendo in modo che il sistema nervoso sia libero da interferenze.

Interferenze nel sistema nervoso dovute a una sublussazione vertebrale possono ridurre il potenziale per la crescita e per lo sviluppo ottimale del bambino.

La postura infantile e il suo sviluppo

La postura è la capacità del corpo, che reagisce alle sollecitazioni del mondo esterno, di controllare la sua posizione nello spazio. (Cecilia Von Hofsten, D.C., 2016).

La colonna vertebrale degli adulti è a forma di S poiché presenta quattro curve che aiutano a distribuire il peso sui libelli vertebrali, a rimanere in equilibrio e ad essere flessibili.

I bambini nascono con la spina dorsale a forma di C, che poi si modifica durante il primo anno di vita. Quando il bambino impara a sollevare e a tenere su la testa si sviluppa la lordosi cervicale, quando il bambino sta a pancia in giù si forma la lordosi lombare e, quando impara a camminare la colonna assume la forma a S.

Sicuramente avrete notato che se un neonato sta a pancia in su, tiene le gambe sollevate, in modo da accompagnare la forma della sua colonna. Quando i bambini sono forzati a rimanere seduti o coricati supini per tanto tempo, la curva della colonna viene forzata. Questo potrebbe causare scompensi nello sviluppo e si potrebbe evitare per esempio portando il bambino in una fascia, piuttosto che coricato. Lo stesso discorso vale per il seggiolino per l’auto (che gli esperti sconsigliano per più di due ore al giorno).

Un modo per aiutare il bambino a rinforzare i muscoli del collo, delle spalle e della schiena e a promuovere determinate capacità motorie, è il ‘tummy time’ ovvero il tempo che il neonato trascorre a pancia in giù DA SVEGLIO. Il cranio del bambino è morbido, e se viene lasciato nella stessa posizione troppo a lungo rischia di modificarsi e diventare piatto sul lato in cui poggia (plagiocefalia posizionale). Durante le prime settimane di vita si può iniziare a tenere il bambino con il ventre che poggia sul nostro braccio, cosi che il bambino stia a pancia in giù ma in una posizione comoda, e per non più di qualche minuto al giorno. Verso i 3 o 4 mesi le ricerche consigliano una media di 20 minuti al giorno, in cui il bambino dovrebbe essere sempre sorvegliato. Queste procedure saranno utili al bambino per imparare a gattonare e quindi sviluppare una buona coordinazione in futuro.

Il gattonare

Gattonare è molto importate per il bambino in quanto è la base per lo sviluppo della coordinazione. Per gattonare il bambino ha bisogno di coordinare il movimento di gambe, braccia e tronco contemporaneamente, mantenersi in equilibrio, ed ha anche bisogno di tanta forza. Tutto ciò aiuta a stimolare e organizzare i neuroni che permettono al cervello di controllare i processi cognitivi come la concentrazione, la comprensione e la memoria.

L’apprendimento

Il nostro cervello svolge tantissime azioni in modo automatico, che sono l’insieme di comportamenti appresi ed ereditati. Anche in passato si è parlato di questo tema, quando gli empiristi britannici pensavano che la conoscenza derivasse dall’esperienza, mentre i razionalisti parlavano di conoscenze innate.

Con studi più recenti si è arrivato a capire che l’apprendimento è l’insieme delle conoscenze che sono già in noi nel momento in cui nasciamo, e quelle che abbiamo imparato successivamente, grazie a stimoli esterni.

Se gli stimoli esterni sono troppo veloci (come, per esempio, quelli creati dagli schermi di tv e cellulari), verrà creato stress. Lo stress aumenta il livello di ormoni steroidei che possono di conseguenza distruggere le connessioni tra i neuroni e quindi l’apprendimento futuro.

Altri fattori, come invece determinati movimenti nello sport, possono migliorare la coordinazione e le connessioni tra i due emisferi del cervello che ci sono utili per leggere, scrivere e per relazionarci con le altre persone.