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La sindrome del tunnel carpale

PRENOTA

Prima di sottoporci ad interventi chirurgici dovremmo, innanzitutto, essere sicuri di soffrire davvero della sindrome del tunnel carpale, e non di qualcos’altro.

Che cos’è?

Il tunnel carpale è un vero e proprio tunnel che si trova all’altezza del polso, e in cui passano tendini, vasi sanguigni, e il nervo mediano che vanno alla mano.

Quando il tunnel si restringe, può avvenire una compressione del nervo, e quindi produrre sintomi come dolore, senso di pesantezza e dolore, formicolio e intorpidimento al palmo della mano, pollice, indice e medio. In casi gravi si può addirittura perdere la forza nella mano, accompagnato dall’impossibilità di stringere il pugno e tenere gli oggetti saldamente.

Cause

Le persone che ne soffrono di più sono coloro che eseguono attività che comportano la flessione del polso o l’impugnatura di oggetti (scrivere, fare lavori di artigianato, lavori domestici, impugnare una racchetta da tennis).

Le possibili cause sono: infortuni al polso, artrite, diabete, ritenzione di liquidi come in gravidanza e in menopausa.

Siamo sicuri che sia davvero sindrome del tunnel carpale?

Il nervo mediano fuoriesce dalla colonna cervicale, passa sotto i muscoli del collo, a fianco all’articolazione della spalla e del gomito, poi arriva al polso e alla mano.

La compressione di questo nervo può avvenire che prima che arrivi al polso e comunque dare sintomi solo alla mano. Spesso, quindi, si ricorre all’intervento chirurgico anche se il tunnel carpale è perfettamente libero e, cosi facendo, i sintomi non passano e ci siamo fatti operare senza motivo!

Il chiropratico è in grado di individuare, prima di tutto, se il problema sorge davvero nel tunnel carpale, e di conseguenza aiutarvi.

Come la chiropratica può aiutare?

Il trattamento consiste in manipolazioni chiropratiche specifiche della colonna vertebrale e delle articolazioni del polso e del gomito, combinate a tecniche di rilassamento miofasciale.

Inoltre, il paziente deve impegnarsi a fare degli esercizi di stretching e cercare di ridurre quei movimenti che potrebbero causarlo.